sabato 26 luglio, montorio al vomano (teramo)

Nel 2001 a Genova avveniva una sommossa che coinvolgeva migliaia di persone contro i potenti del mondo riuniti per decidere le sorti del pianeta. Una sommossa calunniata dai politicanti e venduta dai giornalisti, attaccata dalle cariche della sbirraglia e soffocata dalle chiacchiere degli specialisti.

Per il potere è importante colpire alcuni per esortare la massa affinché tali atti non si ripetano. Nel Dicembre 2007 arrivano le condanne in Primo grado per 24 dei 25 indagati, colpevoli secondo l’apparato statale di essere gli artefici della rivolta. Ad essi è stato contestato anche il reato di devastazione e saccheggio. A loro va tutta la nostra solidarietà in quanto individui sottoposti alla morsa stritolante dello stato, ma con maggior forza ribadiamo tutta la nostra complicità nei confronti di tutte quelle persone che scelgono di lottare per la libertà… Nei loro confronti, nei confronti di tutti gli oppressi e con maggior odio per un ragazzo morto.

Sabato 26 Luglio

GIARDINI DEGLI ALPINI MONTORIO AL VOMANO (TE)

DALLE 18:00 MOSTRA SU G8 DI GENOVA

ORE 20:00 PROIEZIONE FILMATO : “SURPLUS”

ORE 22:00 CONCERTO

LABORATORIO ANARCHICO "IL MULINO"

Rinvio a giudizio per i 4 ragazzi di Brushwood

Pubblicato da http://liberatemichele.blogspot.com

Rinvio a Giudizio

LA NON NOTIZIA DEL RINVIO A GIUDIZIO PER I 4 RAGAZZI DI BRUSHWOOD,
LA PENA GIA’ SI SCONTA DA OTTO MESI E MEZZO.

I giornalisti quando hanno una notizia la diffondono secondo mestiere, e quando lo fanno come in questo caso del rinvio a giudizio di Michele, Andrea, Dario e Damiano, con equilibrio, senso delle proporzioni, chiarezza sulle fonti, non possiamo che essere soddisfatti.
Con la notizia del rinvio a giudizio, i nostri ragazzi sono tornati nelle prime pagine regionali di TG e stampa locale.
Vogliamo però porre una domanda, se vogliamo retorica, per far emergere la sostanza di Brushwood: è questa del rinvio a giudizio di Michele e i suoi amici una vera notizia, cioè qualcosa di nuovo, o è l’ovvio passo successivo di un atteggiamento punitivo pregiudiziale che si è sostanziato con mesi di carcere e arresti, e quindi una non notizia !
Insomma dopo tanto carcere qualcuno forse si era fatta una idea diversa di un rinvio a giudizio?
Allora dove sta la novità ? Dove sta la notizia ?
Paradossalmente ma non troppo, visto che le chiavi del carcere ce l’hanno i giudici e che la legge italiana gli da la possibilità di togliere la libertà per un lunghissimo tempo prima di qualsiasi sentenza, impotenti come siamo a liberare l’innocenza dai colpevolisti, noi diciamo: era ora.
Si perché se c’è una speranza che ci sia un anello che non tiene nella gestione del teorema terrorista, questa la si può forse incontrare negli ingranaggi del sistema penale, mano a mano che la cinghia di trasmissione del sistema avanza.
Era ora quindi, perché le indagini sono state chiuse da più o meno due mesi e ogni giorno di ritardo ritarda la possibilità di lottare ad armi certo non pari, ma meno impari di adesso, contro questa giustizia preventiva e prevenuta.

COMITATO 23 OTTOBRE
5 luglio 2008

Studente anconetano aggredito da naziskin

Studente anconetano aggredito da naziskin

Questa mattina sul treno regionale della linea Ancona-Bologna uno studente di 20 anni di Ancona che fa parte di un gruppo della sinistra universitaria di Bologna, durante una lite è stato accoltellato a una spalla da un ragazzo di estrema destra.

ANCONA - - Questa mattina sul treno regionale della linea Ancona-Bologna, Franco Tomassoni, uno studente di 20 anni di Ancona che fa parte di un gruppo della sinistra universitaria di Bologna, durante una lite è stato accoltellato a una spalla da un ragazzo di estrema destra.
Tomassoni è stato lievemente ferito.
La questura di Bologna sta indagando sulla vicenda.

L'uccisione di Riccardo Rasman

 
L'uccisione di Riccardo Rasman

di Valerio Evangelisti

RiccardoRasman.jpgLe sue foto sono strazianti. Una specie di bambino troppo cresciuto, con gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34 anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni. Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.

Quel giorno, per Riccardo, era di felicità, uno dei rari nella sua vita. Era stata accolta la sua richiesta per un posto di netturbino, doveva presentarsi la mattina dopo. Festeggia a modo suo. Accende una radiolina a tutto volume. Esce nudo sul balcone e lancia, nel cortile posteriore, un paio di petardi. Si mette a ballare. I vicini comprensibilmente si spaventano e chiamano la polizia. Arriva una pattuglia che intima a Riccardo di aprire la porta. Le divise tanto temute. L’uomo, terrorizzato, rifiuta, si riveste, va a rannicchiarsi sul letto. La pattuglia, con l’ausilio di due vigili del fuoco, scardina l’uscio dell’appartamento con un piede di porco.
Riccardo cerca di difendersi, getta a terra la poliziotta. Viene percosso sul cranio e sul viso con un manico di piccone e con il piede di porco. I suoi schizzi di sangue imbrattano le pareti della stanza. Alla fine è imbavagliato, ammanettato, le caviglie legate con del filo di ferro. E’ coperto di ferite. Gli salgono sul dorso. Lui rantola, non riesce a respirare. Muore soffocato. Le pareti attorno paiono quelle di una macelleria.
Chi non ci crede, guardi questo video, parte 1 e parte 2, realizzato da Paolo Bertazza.

RiccardoRasman2.jpgSi apre un processo che sembra volgere all’archiviazione, se non fosse per un ripensamento del PM, che di recente ha riaperto il caso. La mobilitazione e la denuncia, malgrado alcune interrogazioni parlamentari e varie controinchieste sul web, sono scarse, e per lo più a livello locale. Eppure è l’ennesimo sintomo di una malattia generalizzata. Come a Genova nel 2001, come nel caso di Federico Aldrovandi, esponenti delle forze dell’ordine si sentono legittimati, dall’uniforme che indossano e dalla quasi certezza dell’impunità (qualcuno ricorderà le centinaia di vittime innocenti della Legge Reale), a scatenare istinti ferini su chi non si può difendere.
Riccardo Rasman, pieno di paure, vittima tutta la vita, è stato ferito e ucciso per avere fatto troppo rumore in un attimo di gioia. Di lui restano a fissarci gli occhi sgranati e il sorriso un po’ incerto, da bambino buono e timido.

Firma la petizione on line.

Pubblicato Luglio 7, 2008 02:49 AM

pannone hardcore 2008

Torino - Minacce di sgombero del Mezcal

da http://www.informa-azione.info/torino_minacce_di_sgombero_del_mezcal

 Dal viscidume di CronacaQui

«Via gli squatters dalla Certosa Reale»
Anarchici, il sindaco chiede lo sgombero

COLLEGNO 04/07/2008 - «Via gli squatters dalla Certosa Reale». Il sindaco Silvana Accossato è stata molto chiara ieri mattina, quando ha incontrato il prefetto Paolo Padoin. Tra gli argomenti più discussi la situazione riguardante il padiglione 21, di proprietà dell’Asl To3, che da due anni è occupato da un collettivo di anarchici che, a quanto pare, mal si conciliano con la cittadinanza. «Abbiamo ricevuto le giuste lamentele di alcuni cittadini residenti nel nostro centro storico e nell’area centrale per il rumore dovuto a musica troppo alta nelle notti di sabato e domenica scorsi - racconta la prima cittadina -. I cittadini pensavano fosse dovuto agli spettacoli di Colonia Sonora, la nostra rassegna musicale che si tiene nel cortile della Lavanderia a vapore. Abbiamo presto chiarito che il disagio, invece, era causato da una sorta di concerto non autorizzato organizzato dagli occupanti del padiglione 21».

Insomma, dopo che l’estate scorsa si erano scatenate le polemiche per i volumi troppo alti del festival regolare, ora che queste sembrano rientrate subentrano quelle sui rave-party, rigorosamente non autorizzati, degli squatters. «Ho chiesto al prefetto di intervenire in modo risolutivo per una situazione che da troppo tempo si trascina e periodicamente presenta elementi di grave turbativa dell’ordine pubblico - dice Accossato -. E lui mi ha assicurato che si occuperà con sollecitudine di tutta la vicenda». Dunque, la permanenza degli occupanti del padiglione potrebbe avere i giorni contati.

d.p.