Albiano (Ivrea), via alle ruspe
Che cosa è Mediapolis?
Forse pochi di voi lo sanno.
Il progetto Mediapolis è una specie di città del divertimento: parco giochi, albergo, shopping center, mega parcheggio e quantaltro che presto nascerà ad Albiano sullo splendido (ancora per poco) panorama della Serra d'Ivrea.
Nasce nel 1999 grazie alla ormai decadente azienda Olivetti da cui vengono rilevati i terreni, e appoggiata dalla provincia di Torino (giunta di centrosinistra), dal comune di Albiano (centrosinistra), dal successore di Ghigo, Mercedes Bresso, profeta del "federalismo di sinistra".
Dopo anni che se ne parlava ora si è arrivati ai fatti: il Consiglio di Stato ha dato definitivamente torto agli ambientalisti che si opponevano (Legambiente, Pro Natura, Italia Nostra, Wwf) e "Mediapolis spa" ha incassato ai primi di luglio anche l'agognata valutazione d'impatto ambientale (che richiederebbe un cambio di piano regolare non ancora studiato).
Sergio Porcellini (mai nome più azzeccato ndr.), architetto di Ivrea e amministratore delegato della società che ha progettato il parco: "Si tratta di un investimento da 350 milioni di euro e che darà lavoro a 1200 persone..."
La zona è rimasta fino ad oggi inedificata perchè troppo esposta alle piene della Dora e inoltre sono presenti delle falde acquifere che richiederanno l'impiego di pali capaci di arrivare a quaranta metri di profondità per non inquinare tutto e tutti.
Davanti a un affare del genere naturalmente un panorama così non vale niente

Rinvio a giudizio per i 4 ragazzi di Brushwood
Pubblicato da http://liberatemichele.blogspot.com
LA PENA GIA’ SI SCONTA DA OTTO MESI E MEZZO.
I giornalisti quando hanno una notizia la diffondono secondo mestiere, e quando lo fanno come in questo caso del rinvio a giudizio di Michele, Andrea, Dario e Damiano, con equilibrio, senso delle proporzioni, chiarezza sulle fonti, non possiamo che essere soddisfatti.
Con la notizia del rinvio a giudizio, i nostri ragazzi sono tornati nelle prime pagine regionali di TG e stampa locale.
Vogliamo però porre una domanda, se vogliamo retorica, per far emergere la sostanza di Brushwood: è questa del rinvio a giudizio di Michele e i suoi amici una vera notizia, cioè qualcosa di nuovo, o è l’ovvio passo successivo di un atteggiamento punitivo pregiudiziale che si è sostanziato con mesi di carcere e arresti, e quindi una non notizia !
Insomma dopo tanto carcere qualcuno forse si era fatta una idea diversa di un rinvio a giudizio?
Allora dove sta la novità ? Dove sta la notizia ?
Paradossalmente ma non troppo, visto che le chiavi del carcere ce l’hanno i giudici e che la legge italiana gli da la possibilità di togliere la libertà per un lunghissimo tempo prima di qualsiasi sentenza, impotenti come siamo a liberare l’innocenza dai colpevolisti, noi diciamo: era ora.
Si perché se c’è una speranza che ci sia un anello che non tiene nella gestione del teorema terrorista, questa la si può forse incontrare negli ingranaggi del sistema penale, mano a mano che la cinghia di trasmissione del sistema avanza.
Era ora quindi, perché le indagini sono state chiuse da più o meno due mesi e ogni giorno di ritardo ritarda la possibilità di lottare ad armi certo non pari, ma meno impari di adesso, contro questa giustizia preventiva e prevenuta.
COMITATO 23 OTTOBRE
5 luglio 2008
Studente anconetano aggredito da naziskin
Studente anconetano aggredito da naziskin
Questa mattina sul treno regionale della linea Ancona-Bologna uno studente di 20 anni di Ancona che fa parte di un gruppo della sinistra universitaria di Bologna, durante una lite è stato accoltellato a una spalla da un ragazzo di estrema destra.
ANCONA - - Questa mattina sul treno regionale della linea Ancona-Bologna, Franco Tomassoni,
uno studente di 20 anni di Ancona che fa parte di un gruppo della
sinistra universitaria di Bologna, durante una lite è stato
accoltellato a una spalla da un ragazzo di estrema destra.
Tomassoni è stato lievemente ferito.
La questura di Bologna sta indagando sulla vicenda.
L'uccisione di Riccardo Rasman
di Valerio Evangelisti
Le
sue foto sono strazianti. Una specie di bambino troppo cresciuto, con
gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle
labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34
anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite
e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da
“sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il
servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era
stato sottoposto dai commilitoni. Da quel momento nutrì un timore folle
verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che
aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva
che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto
morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per
“asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.
Quel giorno, per Riccardo, era di felicità, uno dei rari nella sua
vita. Era stata accolta la sua richiesta per un posto di netturbino,
doveva presentarsi la mattina dopo. Festeggia a modo suo. Accende una
radiolina a tutto volume. Esce nudo sul balcone e lancia, nel cortile
posteriore, un paio di petardi. Si mette a ballare. I vicini
comprensibilmente si spaventano e chiamano la polizia. Arriva una
pattuglia che intima a Riccardo di aprire la porta. Le divise tanto
temute. L’uomo, terrorizzato, rifiuta, si riveste, va a rannicchiarsi
sul letto. La pattuglia, con l’ausilio di due vigili del fuoco,
scardina l’uscio dell’appartamento con un piede di porco.
Riccardo cerca di difendersi, getta a terra la poliziotta. Viene
percosso sul cranio e sul viso con un manico di piccone e con il piede
di porco. I suoi schizzi di sangue imbrattano le pareti della stanza.
Alla fine è imbavagliato, ammanettato, le caviglie legate con del filo
di ferro. E’ coperto di ferite. Gli salgono sul dorso. Lui rantola, non
riesce a respirare. Muore soffocato. Le pareti attorno paiono quelle di
una macelleria.
Chi non ci crede, guardi questo video, parte 1 e parte 2, realizzato da Paolo Bertazza.
Si
apre un processo che sembra volgere all’archiviazione, se non fosse per
un ripensamento del PM, che di recente ha riaperto il caso. La
mobilitazione e la denuncia, malgrado alcune interrogazioni
parlamentari e varie controinchieste sul web, sono scarse, e per lo più
a livello locale. Eppure è l’ennesimo sintomo di una malattia
generalizzata. Come a Genova nel 2001, come nel caso di Federico
Aldrovandi, esponenti delle forze dell’ordine si sentono legittimati,
dall’uniforme che indossano e dalla quasi certezza dell’impunità
(qualcuno ricorderà le centinaia di vittime innocenti della Legge
Reale), a scatenare istinti ferini su chi non si può difendere.
Riccardo Rasman, pieno di paure, vittima tutta la vita, è stato ferito
e ucciso per avere fatto troppo rumore in un attimo di gioia. Di lui
restano a fissarci gli occhi sgranati e il sorriso un po’ incerto, da
bambino buono e timido.
Firma la petizione on line.
Pubblicato Luglio 7, 2008 02:49 AMTorino - Minacce di sgombero del Mezcal
da http://www.informa-azione.info/torino_minacce_di_sgombero_del_mezcal
Dal viscidume di CronacaQui
«Via gli squatters dalla Certosa Reale»
Anarchici, il sindaco chiede lo sgombero
COLLEGNO 04/07/2008 - «Via gli squatters dalla Certosa Reale». Il sindaco Silvana Accossato è stata molto chiara ieri mattina, quando ha incontrato il prefetto Paolo Padoin. Tra gli argomenti più discussi la situazione riguardante il padiglione 21, di proprietà dell’Asl To3, che da due anni è occupato da un collettivo di anarchici che, a quanto pare, mal si conciliano con la cittadinanza. «Abbiamo ricevuto le giuste lamentele di alcuni cittadini residenti nel nostro centro storico e nell’area centrale per il rumore dovuto a musica troppo alta nelle notti di sabato e domenica scorsi - racconta la prima cittadina -. I cittadini pensavano fosse dovuto agli spettacoli di Colonia Sonora, la nostra rassegna musicale che si tiene nel cortile della Lavanderia a vapore. Abbiamo presto chiarito che il disagio, invece, era causato da una sorta di concerto non autorizzato organizzato dagli occupanti del padiglione 21».
Insomma, dopo che l’estate scorsa si erano scatenate le polemiche per i volumi troppo alti del festival regolare, ora che queste sembrano rientrate subentrano quelle sui rave-party, rigorosamente non autorizzati, degli squatters. «Ho chiesto al prefetto di intervenire in modo risolutivo per una situazione che da troppo tempo si trascina e periodicamente presenta elementi di grave turbativa dell’ordine pubblico - dice Accossato -. E lui mi ha assicurato che si occuperà con sollecitudine di tutta la vicenda». Dunque, la permanenza degli occupanti del padiglione potrebbe avere i giorni contati.
d.p.
Perquisizione nel laboratorio anarchico "Il Mulino"
Martedì 10 giugno una ventina di sgherri, tra DIGOS, polizia e scientifica, effettuavano una perquisizione nel Laboratorio Anarchico il Mulino durante l'ora di apertura al pubblico.
La perquisizione veniva effettuata con la scusa di un danneggiamento, e la ricerca di materiale di natura eversiva. Venivano sequestrati libri, opuscoli e volantini, e venivano fotocopiate le copertine di un'ottantina di libri. La scientifica ha effettuato meticolose riprese video, e copiato l'hardisk del computer.
La perquisa si è estesa nelle abitazioni di due compagni, provincia di Chieti e Teramo.
Dalle minacce sbirresce, e dalle infamità dei quotidiani del giorno seguente, veniamo a conoscenza di un imminente sgombero del Laboratorio.
In una società che emargina e rinchiude il diverso, e reprime fino alla morte i ribelli, la scusa dello sgombero di un posto in affitto è che utilizzato in modo non conforme alla sua destinazione.
Ben sappiamo che non si tratta di conformità igienica, ma di non conformità di pensiero e di vita a quello che ci vogliono imporre.
Il Laboratorio continua nella sua attività con la gioia che solo la rivolta concede.
ANARCHICI DEL LABORATORIO
Torino - Tre giorni al Cpt
Torino - Tre giorni al Cpt
fonte macerie
Ecco un riassunto di quel che è successo in questi ultimi tre giorni dentro al Cpt di Torino, scritto incollando i brani delle telefonate che abbiamo ricevuto da dentro.
Vi ricordiamo che martedì sera, dalle 21, ci sarà un presidio lì davanti per sostenere un po' i reclusi in sciopero della fame.
Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 maggio 2008, Hassan muore nel C.P.T. di Torino. Il detenuto aveva la polmonite e nonostante le richieste d'aiuto da parte dei suoi compagni, la Croce rossa non è intervenuta. Dalle testimonianze raccolte è emerso che la Croce rossa utilizza psicofarmaci per "curare" sintomatologie come il mal di testa. Anche in questo caso aveva somministrato ad Hassan psicofarmaci. Chi era nel suo stesso container, quando si è accorto che Hassan ansimava, ha chiesto aiuto ma il medico della Croce rossa ha risposto che non aveva tempo, che lo avrebbe visitato il suo collega l'indomani. Troppo tardi. Hassan è morto.
Inizia così lo sciopero della fame da parte dei detenuti nel C.P.T. di Torino.
Sono stanchi di subire un sistema che li tratta come fossero degli oggetti. Sono esseri umani e protestano per la loro dignità.
Si apprende inoltre, da testimonianze dirette, che un altro detenuto ha tentato la fuga ed è stato ripreso dalla polizia. Il trattamento è stato il solito: calci e botte. Ora ha il mento rotto, la schiena piena di lividi, entrambi i polsi rotti e non riesce a camminare. Pochi mesi prima aveva subito un intervento, quindi le sue condizioni di salute erano già cagionevoli. Portato in ospedale, le guardie dicono ai medici che è caduto da solo tentando di scappare. Poi viene riportato al C.P.T.
La notte tra il 25 maggio e il 26 maggio, i detenuti buttano fuori dai container i materassi, le coperte, le reti, tutto ciò che si trova all'interno delle loro celle. Per i giornalisti televisivi gli immigrati sono ospiti del centro, ma noi sappiamo che dietro la parola ospite si cela il perbenismo mediatico, che offusca le menti e culla il potere.
I detenuti continuano a rifiutare il cibo: sanno che all'interno delle vivande vengono somministrati psicofarmaci. Passano tutta la notte svegli urlando la loro rabbia. Qualcuno tenta un atto estremo snervato dalla condizione in cui si trova, tentando di impiccarsi. Ma i suoi compagni lo soccorrono evitando che il gesto abbia delle conseguenze.
Nella giornata del 26 maggio, il lunedì, lo sciopero della fame continua, il C.P.T. è divenuto il fulcro dell'interesse pubblico e politico. Giornalisti e politici sfilano il loro interesse. I detenuti rifiutano il pranzo. Intanto la polizia ha bloccato la consegna dei pacchi che arrivano dai familiari o dagli amici dei detenuti.
Dopo il dileguarsi degli obiettivi fotografici dei giornalisti e dei politici, le guardie del C.P.T utilizzano la linea dura. Prelevano i detenuti due per volta per interrogarli. Gli immigrati hanno paura di ripercussioni, hanno paura di essere picchiati e le loro paure sono fondate. Hanno paura di essere deportati in Libia dove vengono trattenuti per un periodo imprecisato in carcere, dove vengono picchiati, da testimonianze dirette apprendiamo che in una delle tante deportazioni in Libia, alcuni tunisini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dai poliziotti libici, mentre scendevano dall'aereo: loro la "sicurezza" degli italiani la pagano con la propria pelle.
Durante gli interrogatori uno dei detenuti si è denudato e ha minacciato di tagliarsi il ventre, ma i suoi compagni lo hanno trattenuto. Un altro sviene a causa della fame, i compagni chiedono l'aiuto della Croce rossa per l'assistenza medica, ma i medici si rifiutano di entrare a soccorrerlo. Poi chiedono che il detenuto sia avvicinato al cancello, i suoi compagni lo portano fuori e la Croce rossa lo soccorre.
A sera, i detenuti rifiutano al cena e continuano lo sciopero chiedono la libertà e il rispetto della vita umana.
A domani
fonte indymedia piemonte
Report doppio appuntamento antirazzista di oggi
Alle 17 circa presidio al Municipio per contestare la lega nord,
spalleggiata nell'occasione dai giovani di AN. Numeri più o meno pari.
Striscioni, slogan, fischi, volantini, interventi al megafono per circa
un'ora finche i fasci sciolgono il loro presidio.
Alla sera una dozzina di compagni si radunano in via Ormea 4 per
contrastare il dibattito con Carlo Verra, Beppe Fossati e altri
fomentatori delle campagne sulla sicurezza (la sicurezza che tra gli
altri ha ucciso Hassan dentro il cpt). Tuttavia al dibattito non c'è
quasi nessuno, se non gli organizzatori e pochi altri. Volantinaggio,
striscione "La vostra sicurezza uccide", intervento al megafono e poi
via a respirare aria migliore...
Domani appuntamento ore 21 sotto al cpt, lato corso Brunelleschi.
Abruzzo - Sole e Baleno continuano a vivere nel nostro odio
Sul centro, quotidiano abruzzese, viene riportata la notizia che nella notte tra lunedi e martedi di questa settimana sono state ritrovate scritte murali di matrice anarchica sui muri del municipio, del comando dei vigili del fuoco, di una banca e inoltre su 3 autobus della linea regionale a.r.p.a. .Le scritte erano riferite in particolare a Sole e Baleno.
Riguardo alla notizia apparsa su varie testate, della contestazione a quello schifoso giullare
del potere, Dario Fo, c'è stata un'accorta manovra poliziesca poichè il
giorno successivo ai fatti "il centro" pubblicò un articolo nel quale
riportava il volantino distribuito (in solidarietà a Sole e Baleno e
contro tutti i contestatori ammaestrati) e non faceva commenti di sorta
. Oggi, evidentemente redarguiti dai porci in divisa e in giacca e
cravatta, le varie testate hanno pubblicato l'articolo questurino con
tanto di commenti sul contenuto del volantino.
Nessuna sorpresa.
Odio e disprezzo per tutti i pennivendoli e i lecchini del potere.
Inno alla razza!?... Boicotta "La Repubblica"!
Bologna,
24 aprile. Mentre Bologna si prepara a ricordare il sessantatreesimo
anniversario della Liberazione, in città desta sdegno la pubblicazione
sui quotidiani locali di un’inserzione voluta da un noto assicuratore
ultraottantenne, Michele Tossani, contenente una sorta di “inno alla razza”, un “saluto” al nuovo governo, che si conclude con questo invito: “l’Italia
si muova, si scuota e si sacrifichi per ritornare ai fastigi di quando
ci sentivamo di far parte di una razza forte, pura e maestra di vita”.
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/04_aprile/24/25_aprile_bologna_sui_giornali_inserzione_con_inno_a_razza_pura,14637651.html
(Continua)
50mila voti in vendita
tratto da http://gioegio.noblogs.org/post/2008/04/12/colpo_di_stato_mediatico
Il corriere ha pubblicato sul suo sito uno scoop che potrebbe forse decidere le elezioni.
Ma solo se mandato in tv come si dovrebbe fare con una notizia di questo tipo.
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_12/voto_scambio_utri_5e0f8c4a-085c-11dd-883b-00144f486ba6.shtml(Continua)
Miccichè (non il politico siciliano) al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione (si sta parlando della compravendita di 50mila voti) andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl»
La Thyssenkrupp propone ai dipendenti buonuscite premio per chi rinuncia a far causa
TORINO - La Thyssenkrupp, l'acciaieria torinese dove il 6 dicembre hanno perso la vita tra le fiamme sette operai, è di nuovo sul banco degli imputati. La Fiom denuncia: ai lavoratori che lasciano l'azienda, perché hanno trovato un nuovo lavoro o per entrare in mobilità, fa firmare un verbale. Nascosto nel testo, articolato e di difficile lettura, c'é l'impegno a non costituirsi parte civile, ma anche a non ricorrere contro eventuali responsabilità penali dei dirigenti. (Continua)
NEO-NAZI IN RUSSIA
tratto da http://www.profaneexistence.net/viewtopic.php?p=151149#151149
1.3. Un neonazi uccide un ragazzo di fronte ad un rock club a Celjabinska.
4.3. San Pietroburgo,un uomo proveniente Azerbaijan di nome Guram Gambarov viene accoltellato. Morirà in ospedale.
4.3. Ancora a San Pietroburgo un altra persona, sempre proveniente dall' Azerbaijan,viene brutalmente accoltellata e ridotta in fin di vita,
5.3. Un ragazzino di 15 anni di nome Andrej Subkov viene accoltellato fino alla morte per 14 volte nella città Voronezi.
8.3. Rustam Kirisbajev dal Kyrgistan viene accoltellato a morte dai neo-nazi nella periferia di Mosca.
11.3. Un ragazzo di 17 anni dell'Uzebekistan accoltellato a morte a San Pietroburgo.
16.3. Alexej Krilov muore nella stazione "Kitaj Gorod" di Mosca a seguito di numerose coltellate.
18.3. Un fruttivendolo proveniente dall'Azerbaijan viene trovato cadavere a seguito di coltellate.
19.3. "Ignoti" aggressori uccidono un 27enne proveniente dal Kyrgistan.
20.3. Un 43enne proveniente dall'Amania muore a seguito di una coltellata al collo vicino Mosca.
21.3. Una donna di nome Ella Gedejova muore vicino la fermata "Recnoj Vogzal" della metro di mosca dopo 10 coltellate.
Tutto questo solo nel mese di Marzo 2008. Solo nel 2007, in Russia, i nazi hanno ucciso 73 persone e il numero si stà facendo più grande ogni anno!
Prigionieri eco-animalisti a cui scrivere per sostegno
tratto da
http://veganlink.antifa.net/hp/index.php?option=com_content&task=view&id=1215&Itemid=27
Prigionieri eco-animalisti a cui scrivere per sostegno
Aggiornamento al 23/03/2008
ITALIA
GRUPPO ECOLOGISTA DI VIA DEL CUORE
Il 4 maggio 2006 sono stati effettuati numerosi arresti fra le fila del gruppo anarchico ecologista Il Silvestre di Pisa.
L'accusa
e' di reati a scopo eversivo ed in particolare sono accusati di un
attentato dinamitardo ai danni di un traliccio dell'alta tensione.
Attualmente
Silvia e Costa sono agli arresti domiciliari restrittivi, Betta e
Mariangela hanno l'obbligo di firma, Daniele e' in carcere (per
un'altra inchiesta), Alice ha l'obbligo di dimora e rientro notturno,
Federico e' sotto sorveglianza speciale, mentre gli altri sono liberi
(con il divieto di dimora a Pisa).
Con un colpo di scena
nell'udienza del 29 ottobre e' stato annullato, per difetto di
competenza, l'udienza preliminare che ad aprile aveva visto rinviare a
giudizio tutte le compagne ed i compagni. La nuova udienza preliminare
e' stata fissata per il 24 aprile 2008, a quasi 2 anni dagli arresti.
Il 16 giugno Daniele e Francesco sono stati arrestati con l'accusa di rapina e ricettazione.
(Continua)
fogli di via 2
da www.axecontagio.noblogs.org
Poco tempo fa so sono prevenute a due compagni abruzzesi due fogli di via da Montorio Al Vomano (TE), che si aggiungono ai fogli di via da Teramo ed un altro comune dell'entroterra, notificati ad un altro compagno abruzzese. Solidali con i panici fiorentini, colpiti duramente dalla stretta dell’impero per aver infranto quanto ordinato da questa carta straccia, ribadiamo il nostro disprezzo contro la burocrazia dei confini e dei divieti di una repubblica che non ci appartiene e di una manica di stronzi in cravatta o in divisa a cui niente deleghiamo e da cui non vogliamo farci rappresentare.
Contro le deleghe, contro i confini, per l’autogestione delle nostre vite,
>Anarchici Abruzzesi


