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Perquisizione nel laboratorio anarchico "Il Mulino"
Martedì 10 giugno una ventina di sgherri, tra DIGOS, polizia e scientifica, effettuavano una perquisizione nel Laboratorio Anarchico il Mulino durante l'ora di apertura al pubblico.
La perquisizione veniva effettuata con la scusa di un danneggiamento, e la ricerca di materiale di natura eversiva. Venivano sequestrati libri, opuscoli e volantini, e venivano fotocopiate le copertine di un'ottantina di libri. La scientifica ha effettuato meticolose riprese video, e copiato l'hardisk del computer.
La perquisa si è estesa nelle abitazioni di due compagni, provincia di Chieti e Teramo.
Dalle minacce sbirresce, e dalle infamità dei quotidiani del giorno seguente, veniamo a conoscenza di un imminente sgombero del Laboratorio.
In una società che emargina e rinchiude il diverso, e reprime fino alla morte i ribelli, la scusa dello sgombero di un posto in affitto è che utilizzato in modo non conforme alla sua destinazione.
Ben sappiamo che non si tratta di conformità igienica, ma di non conformità di pensiero e di vita a quello che ci vogliono imporre.
Il Laboratorio continua nella sua attività con la gioia che solo la rivolta concede.
ANARCHICI DEL LABORATORIO
27 - 28 giugno 2008 - Collegno (To) INfestAZIONE HARDCORE
concerto antifascista 14 giugno a teramo
Torino - Tre giorni al Cpt
Torino - Tre giorni al Cpt
fonte macerie
Ecco un riassunto di quel che è successo in questi ultimi tre giorni dentro al Cpt di Torino, scritto incollando i brani delle telefonate che abbiamo ricevuto da dentro.
Vi ricordiamo che martedì sera, dalle 21, ci sarà un presidio lì davanti per sostenere un po' i reclusi in sciopero della fame.
Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 maggio 2008, Hassan muore nel C.P.T. di Torino. Il detenuto aveva la polmonite e nonostante le richieste d'aiuto da parte dei suoi compagni, la Croce rossa non è intervenuta. Dalle testimonianze raccolte è emerso che la Croce rossa utilizza psicofarmaci per "curare" sintomatologie come il mal di testa. Anche in questo caso aveva somministrato ad Hassan psicofarmaci. Chi era nel suo stesso container, quando si è accorto che Hassan ansimava, ha chiesto aiuto ma il medico della Croce rossa ha risposto che non aveva tempo, che lo avrebbe visitato il suo collega l'indomani. Troppo tardi. Hassan è morto.
Inizia così lo sciopero della fame da parte dei detenuti nel C.P.T. di Torino.
Sono stanchi di subire un sistema che li tratta come fossero degli oggetti. Sono esseri umani e protestano per la loro dignità.
Si apprende inoltre, da testimonianze dirette, che un altro detenuto ha tentato la fuga ed è stato ripreso dalla polizia. Il trattamento è stato il solito: calci e botte. Ora ha il mento rotto, la schiena piena di lividi, entrambi i polsi rotti e non riesce a camminare. Pochi mesi prima aveva subito un intervento, quindi le sue condizioni di salute erano già cagionevoli. Portato in ospedale, le guardie dicono ai medici che è caduto da solo tentando di scappare. Poi viene riportato al C.P.T.
La notte tra il 25 maggio e il 26 maggio, i detenuti buttano fuori dai container i materassi, le coperte, le reti, tutto ciò che si trova all'interno delle loro celle. Per i giornalisti televisivi gli immigrati sono ospiti del centro, ma noi sappiamo che dietro la parola ospite si cela il perbenismo mediatico, che offusca le menti e culla il potere.
I detenuti continuano a rifiutare il cibo: sanno che all'interno delle vivande vengono somministrati psicofarmaci. Passano tutta la notte svegli urlando la loro rabbia. Qualcuno tenta un atto estremo snervato dalla condizione in cui si trova, tentando di impiccarsi. Ma i suoi compagni lo soccorrono evitando che il gesto abbia delle conseguenze.
Nella giornata del 26 maggio, il lunedì, lo sciopero della fame continua, il C.P.T. è divenuto il fulcro dell'interesse pubblico e politico. Giornalisti e politici sfilano il loro interesse. I detenuti rifiutano il pranzo. Intanto la polizia ha bloccato la consegna dei pacchi che arrivano dai familiari o dagli amici dei detenuti.
Dopo il dileguarsi degli obiettivi fotografici dei giornalisti e dei politici, le guardie del C.P.T utilizzano la linea dura. Prelevano i detenuti due per volta per interrogarli. Gli immigrati hanno paura di ripercussioni, hanno paura di essere picchiati e le loro paure sono fondate. Hanno paura di essere deportati in Libia dove vengono trattenuti per un periodo imprecisato in carcere, dove vengono picchiati, da testimonianze dirette apprendiamo che in una delle tante deportazioni in Libia, alcuni tunisini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dai poliziotti libici, mentre scendevano dall'aereo: loro la "sicurezza" degli italiani la pagano con la propria pelle.
Durante gli interrogatori uno dei detenuti si è denudato e ha minacciato di tagliarsi il ventre, ma i suoi compagni lo hanno trattenuto. Un altro sviene a causa della fame, i compagni chiedono l'aiuto della Croce rossa per l'assistenza medica, ma i medici si rifiutano di entrare a soccorrerlo. Poi chiedono che il detenuto sia avvicinato al cancello, i suoi compagni lo portano fuori e la Croce rossa lo soccorre.
A sera, i detenuti rifiutano al cena e continuano lo sciopero chiedono la libertà e il rispetto della vita umana.
A domani
fonte indymedia piemonte
Report doppio appuntamento antirazzista di oggi
Alle 17 circa presidio al Municipio per contestare la lega nord,
spalleggiata nell'occasione dai giovani di AN. Numeri più o meno pari.
Striscioni, slogan, fischi, volantini, interventi al megafono per circa
un'ora finche i fasci sciolgono il loro presidio.
Alla sera una dozzina di compagni si radunano in via Ormea 4 per
contrastare il dibattito con Carlo Verra, Beppe Fossati e altri
fomentatori delle campagne sulla sicurezza (la sicurezza che tra gli
altri ha ucciso Hassan dentro il cpt). Tuttavia al dibattito non c'è
quasi nessuno, se non gli organizzatori e pochi altri. Volantinaggio,
striscione "La vostra sicurezza uccide", intervento al megafono e poi
via a respirare aria migliore...
Domani appuntamento ore 21 sotto al cpt, lato corso Brunelleschi.
prossime iniziative Radio Blackout Torino


squat! #4 hc resistance fest @ boccaccio monza

Il bollino SIAE non è più obbligatorio, sentenzia la Cassazione
un motivo in più per autoprodurre le vostre forme di espressione...
Il bollino SIAE non è più obbligatorio, sentenzia la Cassazione
play fast punk hc fest @ csoa mezza canaja

Abruzzo - Sole e Baleno continuano a vivere nel nostro odio
Sul centro, quotidiano abruzzese, viene riportata la notizia che nella notte tra lunedi e martedi di questa settimana sono state ritrovate scritte murali di matrice anarchica sui muri del municipio, del comando dei vigili del fuoco, di una banca e inoltre su 3 autobus della linea regionale a.r.p.a. .Le scritte erano riferite in particolare a Sole e Baleno.
Riguardo alla notizia apparsa su varie testate, della contestazione a quello schifoso giullare
del potere, Dario Fo, c'è stata un'accorta manovra poliziesca poichè il
giorno successivo ai fatti "il centro" pubblicò un articolo nel quale
riportava il volantino distribuito (in solidarietà a Sole e Baleno e
contro tutti i contestatori ammaestrati) e non faceva commenti di sorta
. Oggi, evidentemente redarguiti dai porci in divisa e in giacca e
cravatta, le varie testate hanno pubblicato l'articolo questurino con
tanto di commenti sul contenuto del volantino.
Nessuna sorpresa.
Odio e disprezzo per tutti i pennivendoli e i lecchini del potere.
sabato 17 maggio punk hc fest a ortona













