Bologna – Il Lazzaretto invade il Consiglio

Il Lazzaretto invade il Consiglio

In trecento irrompono durante l’assemblea contro lo sfratto del centro sociale
Il Lazzaretto invade il Consiglio

Non solo i giovani del Lazzaretto, ma tanti ragazzi delle diverse
realtà bolognesi – Tpo, Crash, Vag, Xm24 – hanno messo in scena nel
pomeriggio una protesta in difesa del centro sociale che sarà
presto sgomberato dalla polizia perché lo stabile è stato venduto a
un provato. Palazzo D’Accursio è stato pacificamente invaso, verso
le 17 e alcune sale sono state occupate da circa trecento persone
per quasi tre ore. La trattativa tra l’amministrazione e gli
esponenti dei centri sociali bolognesi si è risolta con un nulla di
fatto.

Dopo l’occupazione della sala del Consiglio comunale (l’assemblea è
stata sospesa per circa un’ora), mentre nella sala d’Ercole si
accalcavano circa 300 ragazzi, una delegazione di otto
rappresentanti dei centri sociali ha incontrato il capo di
gabinetto Giuseppe Cremonesi alla presenza dei cronisti. Giorgio
Simbola, portavoce del Lazzaretto, ha raccontato il lungo tira e
molla con il Comune, proposte non accettate dal Lazzaretto perché
si trattava di due edifici "diroccati" in via Felsina e in via
della Canapa, due immobili a Parco dei cedri e in via Corticelli
prima offerti e poi ritirati dal Comune, un granaio ristrutturato
in via Fantoni ma non collegato con i mezzi pubblici e una sede in
via S.Carlo troppo piccola per le attività dell’associazione. Le
controproposte del centro sociale, tra cui la riqualificazione con
altre associazioni di una ex centrale enel in via del navile da
6.000 metri, sono state rifiutate.

La trattativa si è fermata ad un muro contro muro: il
Comune offre da subito la sede di via S.Carlo più la nuova sede del
Link per tre serate al mese per grandi eventi, oltre alla
possibilità per il Lazzaretto di partecipare al bando per
l’assegnazione di un nuovo spazio. Il centro sociale, invece, in
via s.Carlo non ci vuole andare perchè troppo piccolo (120 metri
quadrati contro i quasi 500 della sede attuale) e chiede garanzie
all’amministrazione perchè lo sgombero venga rinviato sine die,
finchè non sarà trovata una soluzione.

La lunga mediazione portata avanti da Maurizio Cevenini, presidente
del Consiglio si risolve poco prima delle 20, quando gli esponenti
dei centri sociali cittadini, di fronte alla prospettiva di essere
sgomberati dalla polizia direttamente a Palazzo D’Accursio, hanno
accettato un incontro entro lunedì prossimo con l’amministrazione.
I centri sociali chiedono però che non sia presente l’assessore ai
servizi sociali, Luisa Lazzaroni, con cui "non si riesce a
parlare", ma invocano la presenza del sindaco Flavio Delbono. La
data e l’orario verranno fissati entro domani, assicura lo staff
del sindaco. Per quel giorno, i centri sociali hanno intenzione di
organizzare una grande mobilitazione.
(23 novembre 2009)
 
fonte:la RePubica 
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