Firenze - Chi si mangia San Salvi (e la città che gli sta intorno)

contro il presidio di forza nuova a teramo il 7 febbraio

tutti in piazza contro vecchi e nuovi fascisti e contro il loro becero revisionismo storico

7 febbraio ore 15 piazza martiri Teramo

        togliamo ogni agibilità a vecchi e nuovi fascisti

Demolita la Boccia Squat

da http://tuttosquat.net/news/demolita-la-boccia-squat

 

Demolita la Boccia Squat

Torino Via Giacomo Medici  121
 Lunedì 1° Febbraio 010
Questa mattina è iniziata la demolizione della Boccia Squat
(sgomberata Giovedì 28 Gennaio scorso( dove la COALTO IMMOBILIARE SPA costruirà un palazzo.
Nel pomeriggio, un'amante della Boccia Squat ha scattato delle immagini. Numerosi sono stati gli eventi fatti presso  la Boccia, di cui ultimo, la presentazione della Nuova  autoproduzione Fenix, "il Rogo della Vanità, all'interno del Total Contest Bellavita.
 





http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs298.ash1/22553_1274032743892_1622137522_698614_670617_n.jpg
Un saluto ai compagni che hanno fatto la storia della Boccia Squat.

 

Sgomberato il Velena Squat - Comunicato

SUL TERZO SGOMBERO DEL VELENA SQUAT


Alle 10:30 di questa mattina, lunedi 25 gennaio, due supereroi della digos si sono presentati in solitaria per sgomberare il Velena Squat, rioccupato da 2 giorni per la terza volta in un anno.

Nonostante la neve che continua a cadere, gli occupanti sono saliti sul tetto per resistere allo sgombero.

In circa mezzora corso Chieri 19 si riempe di blindati giunti per aiutare i digos intenti a sfondare la porta senza molto successo.

Mentre gli occupanti sono comodamente seduti sul tetto in compagnia dei ragazzi del TeLOS squat di Saronno, la polizia inizia a scoperchiare pericolosamente parti del tetto facendo volare le tegole sulle macchine parcheggiate di sotto.

Naturalmente la colpa di questi danneggiamenti viene attribuita ai ragazzi sul tetto, accusati di resistenza a pubblico ufficiale.

Un gruppo di solidali nel frattempo ingombra l'ingresso della strada con uno striscione che recita “GIU LE MANI DALLE CASE OCCUPATE”.

La resistenza sul tetto dura tre ore e il presidio di solidarietà cresce di minuto in minuto, mantenendo la strada bloccata. I pompieri giunti con l'autoscala decidono giustamente di andarsene via, senza prestarsi a servigi infami.

Anche questa volta siamo rientrati in una casa completamente abbandonata e in rovina, condannata dal potere alla decadenza.

Ora dei muri che dovrebbero impedirci di entrare rimangono solo macerie.

Dai fogli consegnati all'uscita apprendiamo di essere accusati di occupazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Questo ennesimo sgombero non scalfisce minimamente la nostra volontà di appropiarci di uno spazio abbandonato da autogestire.

Come recita il muro di corso Chieri 19, il VELENA VIVE E RITORNERÀ.


Velena e TeLOS sui Tetti

Storie di Papi

Dom 27-12 Benefit in Villa Vegan

sorvegliateci i maroni

il Giornale del Piemonte
23/12/2009 pg3

CONTESTAZION1
Maroni:«Massima vigilanza» Torino è a rischio attentati

Il ministro lancia l'allarme dopo le bombe a Milano e Gradisca Croce Rossa nel mirino. Gli anarchici: riprendiamo le ostilità

ILARIA DOTTA
Vigilanza massima contro gli attentati anarco-insurrezionalisti.A lanciare l'allarme è il ministro dell'Interno Roberto Maroni,che ieri a Roma con un'informativa alla Camera ha assicurato rimpegno di tutte le strutture investigative dopo le bombe esplose alla Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca. I volantini con cui iL Fai ha rivendicato gli attentati definivano i Centri di identificazione ed espulsione come dei «campi di concentramento,, da chiudere subito, altrimenti iniziera a scorrere il sangue dei padroni, e altri pacchi bomba colpiranno la Croce rossa internazionale» . E tra le citta a rischio c'e proprio Torino, dove gli anarchici negli ultimi mnesi si sono dimostrati più attivi che mai, in particolare nella battaglia contro l'allargamento del Cie di corso Brunelleschi. Una protesta portata avant a colpi di cortei non proprio pacifici fuori dalle mura del centro, scritte ingiuriose rivolte alle forze dell'ordine al direttore del Cie e al volontari della Croce Rossa, la cui sede torinese qualche mese fa è stata addirittura occupata. Ma le azioni pin preoccupanti sono quelle the hanno portato a vere e proprie rivolte all'interno della struttura di corso Brunelleschi da parte di alcuni ospiti sobillati dai soliti squatter. Un allarme, quello lanciato dal ministro Maroni con l'invito a una maggiore vigilanza contro la minaccia anarchica, che trova gia conferma sui siti internet del mondo antagonista torinese.
Su Indvmedia Piemonte i contestatori, chc si firmano «individualità ostili»  non usano mezzi termini e annunciano «Riprendiamo le ostilita». «A Torino il clima generalizzato di guerra alla societa ha trovato negh ultimi mesi un nuovo capro espiatorio nel movimento delle case occupate e dei centri sociali.»
Si legge nei volantino distribuito già in occasione del corteo di sabato e poi pubblicato sul portale. «Nell'immediato futuro ci dobbiamo preparare a fronteggiare una nuova ondata repressiva...della quale gli sgomberi di luoghi relativamente giovani come il Velena Squat, il Fenix3, Ca' Neira e l'Ostile non sono che l'inizio.» E ancora: «Il nostro morale è alto e saremo ancora pronti a rispedire al mittente tutto l'odio e la paura che vorrebbero riversare su di noi. Hanno annunciato gli sgomberi, troveranno barricate.» Un vero e proprio richiamo alle armi, che non trova però impreparati governo e forze dell'ordine. «Il livello di operativita delle strutture investigative di intelligence e dcgli apparati di prevenzione e di vigilanza  ha assicurato - ha assicurato Maroni - è ai massimi livelli e in tal senso ho disposto specifiche direttive di sensibilizzazione».
Gli obiettivi sensibili sono i Centri di identificazione ed espulsione, ma non solo. Gli antagonisti torine annunciano battaglia contro «i Cie e la militarizzazione», ma anche contro «i razzisti della Lega Nord e del Pdl.» E poi le forze dell' ordine, i pompieri e i giornalisti. Infine, i sostenitori della Tav.
«L'inizio dei lavori di sondaggio in Val di Susa determinerà nei prossimi mesi unaccelerazione del conflitto sociale e della resistenza a questo modello di sviluppo rapace e autoritario  Si legge su Indymedia nostra appello e a non farsi trovare impreparati. a fare uno sforzo ancora maggiore per autorganizzare le forze su cui possiarno contare e a continuare sulla strada dell'agitazione e dell'ostilità»

repressione on-line

"Reato istigare a violenza online"

Lauro (Pdl) annuncia un ddl

Sarà presentato un disegno di legge per istituire il reato di "istigazione e apologia dei delitti contro la vita e l'incolumità della persona, anche tramite Internet e social network". La proposta è del senatore del Pdl Raffaele Lauro che, riferendosi "alla gravissima aggressione" subita dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha annunciato la presentazione di un ddl. Si ipotizza una punizione fra i tre e i 12 anni.

Torino - Resoconto corteo in difesa degli squat

Resoconto corteo 19 Comunicato del Barocchio Squat

Torino - Resoconto corteo in difesa degli squat

Autore: ((A)) Link autore:

Resoconto corteo 19 Comunicato del Barocchio Squat

Nonostante i tentativi di impedire o di emarginare il corteo e l'ennesimo “guasto” a radio Blackout il venerdì prima della manifestazione del sabato, da Porta Susa siamo partiti in più di 1000, diversamente da quello che affermano Stampa (600) e Repubblica(700) che attingono con proverbiale scorrettezza giornalistica da un'unica fonte: la questura.

Pare poi che i giornalisti dei due giornalacci abbiano notato solo cose che possono essere usate contro i manifestanti. Una vetrina interinale e un finestrino di un tram rotti – notizie non verificate, ma di evidente fonte sbirresca – anche se questo è avvenuto a corteo sciolto. Intanto la polizia, che aveva invaso Torino, con mossa provocatoria impediva di defluire da via Rossini e dai Giardini Reali verso il centro, creando ulteriori tensioni. E poi è stato imbrattato un tempio dell'Idiozia, il Mc Donald's, perbacco!

Ma i giornali si contraddicono tra di loro. Entrambi attentissimi alle esigenze dei bottegai dichiarano, uno, che “tutti i negozianti… hanno abbassato le serrande” (La Stampa), la Repubblica invece intervista addirittura quelli che han tenuto aperto, dando però rilievo a chi dice che a Torino “fanno tutti quello che vogliono” insomma c'è troppa libertà.

I nostri “premi Pulitzer” arrivano a lamentarsi persino dei “cartelli ingiuriosi” contro la TAV ed i CIE, entità superiori, care ai padroni, che evidentemente non si possono offendere.

Prima della fine del corteo qualche cronista surgelato dal clima polare se ne va e basta, e qualcuno si abbevera ancora alla fonte poliziesca, magari per telefono. Così La Stampa chiuderà il racconto mestamente “con l'arrivo davanti alla palazzina Fenix, sgomberata 4 anni fa. Una chiusura col botto: un paio di petardi rossi e verdi”. Repubblica invece afferma che di fronte a Fenix in “corso S. Maurizio hanno lanciato bottiglie (?) e fumogeni (?), tentando di appiccare il fuoco alle porte (???)”.

Ognuno esprime la sua cifra di servilismo ai potenti e la ferma condanna per chi si ribella, con un bellissimo piglio democratico. Forse è il massimo che ci può offrire la stampa borghese.

Alla denigrazione ed alle falsità, i giornalisti aggiungono la superficialità, per cui per fare un po' di colore, al fine di attirare l'attenzione del lettore sui fenomeni da linciare, non notano le caratteristiche del corteo ma solo alcuni aspetti che somigliano di più a ciò che già conoscono, agli allestimenti di un corteo istituzionale.

Aggiungiamo allora a ciò che è stato cassato dalla grande stampa un'opera di autocostruzione che nonostante le grandi dimensioni (3m) non è stata vista. Una grande bomba sferica e nera con miccia accesa rossa, che viaggiava su un camion. Da essa si irradiavano le musiche ed i discorsi degli occupanti, infatti conteneva – simbolicamente - i DJ ed il mixer della manifestazione. Sopra c'era scritto AUTOGESTIONE. Era enorme, davanti agli occhi di tutti, ma non l'hanno vista. Hanno invece fatto finta di vedere, senza verificare, tutto quello che gli ha detto la polizia. Bel mestiere il giornalista!

Stavolta mettiamo in evidenza la bestialità della stampa asservita. Ma aggiungiamo un commento.

I potenti della città, quelli a cui si rammenta STATE AGITATI con lo striscione d'apertura, hanno visto sfilare per le strade ed i corsi della città un corteo determinato ed incazzato che rende bene l'idea di cosa potrebbe succedere se lo Stato volesse sradicare con la violenza sbirresca che gli è propria, esperienze radicate da più di 20 anni a Torino, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone di generazioni diverse, come ben si vedeva osservando il corteo.

Ribadiamo che l'AZIONE DIRETTA e l'AUTOGESTIONE – pratiche libertarie – sono incompatibili con il Potere basato sulla delega e la deresponsabilizzazione ed entrano naturalmente in conflitto con esso. Ma che tutti coloro che si vogliono liberi le sosterranno sempre, costi quel che costi.

Gli Squat non erogano servizi carenti nell'apparato statale, non sono dei locali sfigati o delle case sporche, non sono un interessante esperimento, non sono un deprimente laboratorio, non sono uno “strumento per fare politica” ma bensì la nostra vita. Che noi ci concediamo il lusso di vivere praticando l'utopia qui e adesso. Realizzando e condividendo l'impossibile in questo deserto.

10 100 1000 OCCUPAZIONI

OGNI CASA SFITTA SARA' OCCUPATA

OGNI SGOMBERO SARA' UNA BARRICATA

barocchio squat garden west coast per l'anarchia

Il dossier contro Casa Pound in Procura: una risata li seppellirà

da http://cau.noblogs.org/post/2009/12/11/il-dossier-contro-casa-pound-in-procura-una-risata-li-seppellir

 


Il primo dicembre l’ex convento occupato da Casa Pound a Materdei è stato sgomberato. Il “sogno” generazionale del portavoce Savuto e della presidentessa figlia dell’ ex Senatore Florino (ex senatore, ex mazziere, ex amico del clan Misso etc etc) è sfumato.

L’HMO non c’è più, ma loro non mollano, boia!

Il comitato elettorale per La Destra e il PDL a Materdei, minacciano i loro animatori, in una maniera o nell’altra riaprirà: lo annunciano scrivendolo sui muri del convento (“torniamo subito”), lo ribadiscono l’8 dicembre aggredendo un altro ragazzo nella metropolitana, in attesa che gli venga assegnata una sede per le loro “meritorie” iniziative sociali e culturali.

A loro fianco in questo triste momento, gli amici di sempre: Schifone, che ha presenziato all’inaugurazione di HMO e, due giorni dopo, al suo sgombero, La Boccetta, il consigliere comunale Andrea Santoro, il consigliere municipale Barbato.

Ma soprattutto il potente apparato mediatico della destra campana: il quotidiano di Bocchino “Il Roma” e la televisione locale Televomero, da sempre vicina ad An, di proprietà di un membro dei Lyons Napoli (quando l’informazione incontra lo sgravo fiscale… ehm, la beneficienza!).

Tanto sulle pagine de “Il Roma”, quanto durante la trasmissione di TeleVomero “SOS città”, i giornalisti e gli esponenti della destra campana hanno dato fondo a tutto il loro repertorio: i cattivoni studenti-noglobal-post brigatisti, che hanno infranto il sogno dell’ “avamposto della cultura” di Casa Pound, avrebbero confezionato una vera e propria “schedatura” dei politici locali napoletani della destra.

La penna brillante e coraggiosa di Claudio Silvestri de “il Roma”, definisce “inquietante” il nostro lavoro, soprattutto perché “cercherebbe” collegamenti tra la destra neo e post fascista con la camorra.

A Schifone (lanciatore di bombe carta nelle piazze gremite di studenti), all’ “on.” Diodato (quello di "pianura ai pianuresi"), a papà Florino (solo nello scorso febbraio davanti ai magistrati per parlare della sua amicizia con il camorrista Misso), non ha fatto piacere che sia stato ricordato il loro passato e il loro presente di fascisti. Ne eravamo sicuri.

Rivendicando evidentemente un inaccettabile diritto all’oblio, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica e annunciato su “Il Roma” che DIGOS e antiterrorismo si stanno occupando del nostro lavoro di controinformazione.

Tant’è: siamo sicuri che le testate giornalistiche da noi citate Il Mattino, L’Espresso, La Repubblica etc) per ricostruire il “cursus honorum” dei fascisti in doppio petto della nostra città abbiano dei team di avvocati di prim’ordine!

D’altra parte siamo sicuri anche che il consigliere Barbato, che durante la trasmissione televisiva di Televomero ci ha indicati come possibili “esecutori materiali di omicidi mirati”, sia a conoscenza del fatto che non è nostra pratica quella di presentare esposti in Procura, anche quando veniamo fatti oggetto di isteriche quanto deliranti accuse …

Il consigliere Santoro continua autisticamente a rilanciare sul suo Facebook le stesse accuse e la stessa domanda: “Al di là di gravi falsità ed offese contenute sul dossier, quello che è preoccupante è la modalità con cui alcuni estremisti di sinistra hanno elaborato le ben 68 pagine del documento, con il chiaro intento di segnalare me ed altri colleghi come i nemici da abbattere, un po' come avveniva negli anni di piombo”. “A cosa serve quel dossier? Quale scopo vogliono raggiungere gli artefici di questo gesto?”, si chiede il consigliere…

Lo dovrebbe sapere: il nostro scopo è quello di parlare alla città, agli studenti, ai lavoratori di cosa è il fascismo oggi, e di cosa è stato ieri.

Sappiamo che la ricerca e la cultura non rientrano nel loro ordine di idee, ma per farlo abbiamo solo sfogliato qualche libro, visitato qualche emeroteca (quel luogo dove si conservano i giornali…), e usato google, sottraendo qualche ora allo studio ed al lavoro.

E diversamente da Giuliana Covella – la giornalista compiacente di cui abbiamo già scritto qui -, che guarda un po’ è “amica” su Facebook del consigliere Santoro e che gli ha subito espresso apprezzamento per il comunicato, lo abbiamo fatto rispondendo solo alle nostre coscienze, a nessun editore-padrone.

Ci sembra quasi pleonastico ribadire che ad essere schedati siamo noi, dalla questura, insieme a tanti altri compagni che quotidianamente – lo testimoniano le perquisizioni che abbiamo subito e le denunce accumulate negli scorsi anni per “volantinaggi e manifestazioni non autorizzate”- pagano il prezzo di un impegno per il recupero della memoria storica e per la trasformazione del reale.

A loro vanno invece le poltrone, e la gestione del territorio e dello Stato, che utilizzano per distruggere sistematicamente quei diritti conquistati nei decenni scorsi dalle piazze gremite di studenti e di lavoratori, quelle stesse piazze nelle quali Schifone lanciava bombe carta… E poi beccano soldi, tanti soldi: basterebbe solo citare quelli che l’editoria made in PDL rastrella dallo Stato nella sola Campania!

Nel 2007 “L’Indipendente” di Bocchino ha ricevuto 2.406.579,59€ “Il Denaro” 2.459.799,42€ e “il Roma” 2.530.638,81€ (l’organo di stampa ufficiale di AN, il Secolo d’Italia 2.959.948,01€ e 3.098.741,40€ nel 2006 - cfr http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html)

Di fronte a tanti milioni di euro, fa quasi sorridere pensare che il nostro dossier – costo di stampa ben un euro e cinquanta - abbia dato così fastidio.

Quando lo abbiamo visto brandire al Consigliere Barbato – al quale comunque consigliamo un ripasso della grammatica italiana, viste le sue illuminanti perle “"le immagini che stanno TRASCORRENDO sullo schermo” e "i ragazzi che voi TARGATE come i peggiori del mondo" – abbiamo avuto la conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta.

Abbiamo sorriso, ascoltando il consigliere Santoro arrampicarsi sugli specchi quando sosteneva che “il concetto di occupazione non si può applicare all'HMO poiché dentro c'era già un contadino, e loro non si sono chiusi dentro”!

O quando ha difeso e “ringraziato” i ragazzi di casa Pound che “non volevano impossessarsi militarmente del quartiere”: magari glielo dovrebbe spiegare meglio, Santoro, ai suoi ragazzi, che brandire mazze tricolore alle 2 del pomeriggio al grido di “il quartiere è nostro” e provocare un versamento di sangue ai polmoni ad un ragazzo di 19 anni, di militaresco sa parecchio!

Siamo sicuri che gli squadristi di Casa Pound possono sentirsi soddisfatti della difesa a spada tratta operata da Santoro e Barbato in tv, dalle dichiarazioni di Schifone, dagli articoli de Il Roma e della repressione delle forze dell’ordine nei confronti del movimento antifascista. Legami familiari, amicizie e contiguità politiche da rinsaldare.

Del resto le elezioni sono vicine e ne vedremo ancora delle belle.

Gli unici a non essere rappresentati eravamo noi, il movimento antifascista, le migliaia di persone che in questi mesi hanno fatto in modo che Casa Pound non si insediasse nella nostra città, gli abitanti di Materdei, le vittime delle loro aggressioni e le vittime (i lavoratori, gli immigrati, gli studenti) delle politiche razziste e classiste dei loro amici in doppiopetto.

Ma non ce ne rammarichiamo. Anzi.

A tal proposito, un particolare pensiero va al consigliere della II Municipalità del PRC Moresco, presente durante il dibattito a Televomero (ma totalmente assente nelle lotte!) che ci ha nuovamente dimostrato le miserie della sinistra ex-parlamentare: ha infatti dichiarato di "apprezzare l'intervento di Barbato" (che aveva appena finito di accusarci di essere possibili esecutori materiali di fantomatici omicidi politici), e che "laddove vi siano schedature,laddove vi sia un illecito, la solidarietà va a chiunque si senta colpito", aggiungendo che “occupare è sempre sbagliato” e che “a volte i lupi incontrano altri lupi” (versione zoofila della tesi degli opposti estremismi??)

Last but not least, il giovane rampollo del PD napoletano, il consigliere Nicodemo: anche lui solidale con Santoro, al punto da rinnovare l’invito per una leale collaborazione bipartisan (ora che hanno firmato insieme per l’estradizione di Cesare Battisti) e per il quale si fa “garante personalmente”.

Ma garante di cosa? Della sua “non-violenza” (lo speriamo visto che con noi è abbastanza incazzato…).

Eccoli, sono tutti nudi i “Re” delle nostri istituzioni locali: pronti a spalleggiarsi all’occorrenza in maniera trasversale.

Se non avessimo coscienza di quanto la loro azione politica concorre a rendere peggiori le nostre condizioni di vita e più triste e vigliacco il nostro paese, potrebbero farci quasi pena nel loro affannoso tentativo di nascondere la realtà delle cose.

Alla “campagna d’odio” abbiamo già risposto il 7 dicembre, con un’iniziativa all’università (dibattito e teatro), e risponderemo ancora sabato 12 scendendo in piazza per ricordare la strage impunita di Piazza Fontana e portare più avanti la lotta antifascista.

 

Corteo contro gli sgomberi - Rassegna stampa

vai qui

http://piemonte.indymedia.org/article/6856 

Radio Blackout è sotto sfratto

Torino, 17.12.2009

In piena linea con il clima e l’acre odore che si respira in questi giorni di gioiosi sprechi pre-natalizi, si confermano tutte le previsioni. Il 30 novembre 2009, è venuta in scadenza la concessione dello stabile di via Cecchi che (per ora) ospita Radio Blackout. Il 2 dicembre, ci viene frettolosamente comunicato che in ragione della rifunzionalizzazione dell’area (ricordate, l’accordo Comune di Torino – Associazione Vodafone Italia e Umana Mente?) non potrà darsi corso al rinnovo. Tuttavia, visto che una radio non può fare le valige come un qualunque sfollato-scacciato-esiliato, abbiamo il “congruo” termine di rilascio di 4 mesi. Data di scadenza, 31 marzo 2010.

Quindi?
Quindi ci viene sempre più spontaneo dire come si stia semplicemente edulcorando la pillola.
Non veniamo sfrattati, non veniamo scacciati, siamo incompatibili. Ma suvvia, in 4 mesi, si sposta il traliccio, impianto di trasmissione e si va altrove (se si riesce).

Facile no?
Forse no. Forse non è così facile nascondere la polvere negli angoli o sotto il tappeto.
Rifiutandoci il rinnovo di contratto, motivando il tutto con “incompatibilità sulle nuove destinazioni d’uso”, si nega per intero tutto ciò che Radio Blackout è, senza compromessi, senza se e senza ma.
Si nega la sua stessa esistenza.
Radio Blackout parla di disagio, parla di lotte sociali. Ne siamo cronisti, raccontiamo la violenza non spettacolarizzata in modalità plastico porta-a-porta del manganello, la violenza di vite costrette alla precarietà, la violenza della legge del mercato. Parliamo di questa violenza, ed è oltremodo scomodo tutto ciò.
Diamo voce alle minoranze, diamo voce ad immigrati, a coloro che sono costretti ad una vita ancora più infima della peggiore idealizzabile qui nell’opulento occidente,a coloro costretti ad abbandonare tutto, nella speranza di ossigeno e di una vita migliore.
Siamo eco e la voce di tutte le esperienze non conformi, non omologate, non commercializzate, e che proprio per questo sono più dirette, prive di impalcature della diffusa morale prostituta al dio denaro.
Parliamo di espressioni libere, autoproduzione e autogestione, parliamo e suoniamo musica fatta con cuore, stomaco e cervello, che si muove dalla primordiale urgenza espressiva. E che delle manovre dell’economia, spesso, preferisce non averci a che fare.
Tutto quanto questo, non rientra forse in un ottica sociale, di progettualità di integrazione razziale e culturale, di sponsorizzazione di esperienze giovanili, reali e concrete?
Tutto questo, non è formalmente compito dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, che con dirette indicazioni del Sindaco, ci nega lo spazio?
Evidentemente, il nostro non essere piegati alla logica di un colore politico istituzionale (che a sua volta controlla questo o quell’editore, che controlla questo o quel mezzo di comunicazione, che prende e rigira la realtà, secondo piacimento di chi sta all’inizio della catena..) non è assolutamente compatibile.

E’ dal 1992, che tra alti e bassi, proviamo a dar voce a chi non ha voce.
Togliendoci la sede, certo, non ci si sta obbligando alla chiusura; è tuttavia una mossa che ha lo stesso valore.
Siamo una radio comunitaria, una delle poche in Italia, perlomeno una delle poche non legate al potere economico e politico della chiesa. Siamo autogestiti, non abbiamo editori, non ospitiamo pubblicità commerciali. Non abbiamo mai chiesto finanziamenti pubblici, né tanto meno graviamo sulle tasche dei cittadini.
Meglio un locale sfitto, che un ridotto incasso di 1300 euro. Meglio il nulla che la critica.
Meglio toglierci di mezzo, piuttosto che provare ad ascoltarci e porsi qualche sano personale dubbio, su questo bel mondo che viviamo.
La questione da ora in avanti è più grossa, si parla di REALE censura. La partita in ballo è sul diritto alla libera informazione, sulla libertà di espressione. Questa da parte loro, è solo la prima mossa.
Da parte nostra, è solo un inizio di un percorso. Siamo consapevoli, che il piano di discussione, se questi sono i termini, si sposta su un tema più ampio di un semplice rinnovo di contratto.

Data di scadenza 31 marzo 2010.
Noi l’etichetta sul tappo, non la troviamo..

RADIO BLACKOUT, dicembre 2009.

Sab 19 Dic: Comunicato Percorso Ufficiale Corteo Contro Sgomberi e Repressione

fate girare siti email copia incolla

Sabato tutti tranquilli...

Comunicato Percorso Ufficiale Corteo Contro Sgomberi e Repressione

Torino Giovedì 17 Dicembre 2009


Questa sera siamo stati chiamati nuovamente in Qquestura per
trattare un percorso più decente rispetto a quello che ci avevano
ordinato lunedì scorso e che Noi abbiamo prontamente rifiutato.
Seppur non sia ancora formalizzato - il verbale d'autorizzazione la questura ce lo consegnerà domani - il percorso sarà questo:

-Partenza da Piazza XVIII Dicembre -Stazione Ferroviaria Torino Porta Susa
-Piazza Statuto
-Corso Principe Eugenio
-Via Cigna
-Lungo Dora
-Ponte Mosca
-Lungo Dora
-Corso XI Febbraio
-Corso Regina Margherita
-Corso San Maurizio- Giardini Irreali di Fenix.

Ci si vede
sabato 19 Dicembre Ore 14:00

Related Link: http://tuttosquat.net

Francesco Specchia è parente di Massimo Numa

due cervelli con un neurone in comune...uniti dalla passione per la distorsione della realtà


Sabato a Torino per fare la guerra
Gli anarchici si danno appuntamento per dopodomani in piazza: «Manifestiamo per dire basta a un regime  sempre più opprimente». Previste più di mille persone, cittadini e commercianti temono la guerriglia 
dall'inviato a Torino
FRANCESCO SPECCHIA
II muro della scritta — "Una medaglia per Tartaglia"— sostiene ii Politecnico. Tomerà bello candido, come le vette innevate che fanno da sfondo alla Mole nella Torino delle cartoline. Lo riverniciano. II muro, in parte, Si disarma delle parole e degli slogan antiberlusconiani, schizzi d'intolleranza apparsi, nel giomo del dopo  Tartaglia anche sulla cinta dell'Ospedale Maria Vittoria tra falce & martello e una stella a cinque punte che, da questi parti, evoca anni terribili. E vero: a Torino la politica militarizzata rimane tagliata fuori dai corridoi aeroportuali dell'Universita; tra i dipartimend d'idraulica e meccanica razionale, perfino nei bar degli studenti in cui gli accenti stranieri si mescolano col caffe, l'ideologia e un vecchio amese. Ma e fuori, sotto il ponte di ferro, sidle pareti di via Castelfidardo 39 che, di sguincio, appaiono i manifesti. "State Agitati" compa  gni, recitano, tono del tazebao anni 70. "...In risposta a i continui at  tacchi delle istituzioni e media, scendiamo in piazza per dire basta a un regime sempre pill opprimente"; "la gente muore per stra  da per mano della polizia, la no  stra mente e manipolata dai media"; "all'ombra della paura contro la canea politico mediatica". poster, sormontati da un omino stilizzato che schianta catene
—presumibilmente del conformismo borghese annunciano la grande manifestazione di sabato prossimo. II 19 dicembre, alle 14, un corteo di protesta composto da estremisti, squatter ed anarchici di tutt'Italia, tagliera II cuore della citta. Da Porta Susa a via Pietro Micca, passando per piazza Castello e Vittorio Veneto, si preannuncia vento di guerriglia, pin di mille manifestanti assai motivati. Motivo ufficiale: la protesta anti —sgombero dei centri sociali torinesi che II Pd locale vorrebbe in pane regolarizzare, nonostante l'ordine del giorno del consiglio comunale abbia concertato la "solidarieta a Berlusconi" e l'impegno a stroncare "ogni impulso e spirale di violenza". Ma queste sono beghe locali. Iltimore naziona  le, invece, e che impulso e spirali potrebbero accendersi proprio nel collet). oll fronte degli antisgombero se allargato. Questi hanno promesso la guerra civile dopo alcune manifestazioni gia di per se violente come il G8 universitario del maggio scorso, dove si organizzarono con estintori e muri di plexiglas, bruciarono casso  netti, spaccarono vetrine» racconta Maurizio Marrone dirigente regionale della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. «E non c'erano rivendicazioni specifiche; era solo una prova generale per il G8 dell'Aquila, poi abortito. Erano guidati dall'emittente anarchica Radio BlackOut, ospitata, tra l'altro, in immobili del Comune. Per il 19 ci aspettiamo la convergenza con i gruppi similari di tuna Italia dai No Tay agli Indipendentisti sardi». D'accordo, Marrone e di parte. Però non lo sono le associazioni commercianti del centro, oscillanti tra l'ira e lo sconcerto che la fiumana insurrezionalista possa esondare dalle piazze ai negozi fino, soprattutto, ai bilanci: «Un corteo nazionale di anarchici in centro sabato prima di Natale? La cosa peggiore». «Mi sembra una cosa scellerata. Mi auguro che le autorita lo impediscano» affenna II presidente di Confesercenti di Torino Antonio Carta al quotidiano Cronaca Qui; a costui fa eco l'assessore al Commercio Alessandro Altamura: «Non sono solo i commercianti ad essere sconcertati, ma anche i cittadini e gli amministratori: chiameremo questura e prefettura per capire se c'e la possibilita di un rinvio, a nche se mi pare improbabile». Improbabilissimo. Tutto e gia pronto. IL collettivo Asilo Okkupato catalizzera lo scontento dei centri anarchici della citta polverizzati tra sigle e siglette, e della penisola intera. Soggetti solitamente litigarelli tra loro saranno uniti nei momenti di disordine pubblico. Presenzieranno, proba  bilmente, anche i centri social El Paso, Gabrio, Askatasuna. Questi ultimi, simpatizzanti dell'Eta basca in zona Vanchiglia, vicino all'universita, hanno perfino allestito una palestra per aspiranti pugilatori con tanto di ring; il nome è "Antifa Boxe" da "antifascista " (interpretazione estensiva del termine) e "nasce come risposta
alle palestre a cui si avvicinano, ad esempio, i camerati conil culto del fisico e della violenza facile", come silegge sal sito. I Jn istruttore di Antifa venne arrestato peril lancio di una bomba carta; e lo scopo dell'associazione e di allenare gli iscritti. A che cosa è intuibile. A questa storia di odio e d'anarchia si contrapponeuna citta educata per partito preso. La Stampa ha ignorato — delicatezza verso il direttore le scritte contro II commissario Luigi Calabresi apparse invia Tiziano sul muro che dall'argine del Po si srotola ora sbianchettato perpendicolarmente alla sede del quotidiano. «Ne la stella a cinque punte ne le scritte contro Luigi Calabresi pro Pinch i ci preoccupano, sono marginal l'hurnusdegli anni 70 che fertilizzava la violenza nelle fabbriche oggi non c'e pin» cornmenta il vicedirettore Vittorio Sabadin «e i casi alla Tartaglia rimangono isolati. Ma esiste una fascia di dissenso che circonda i centri sociali della citta. Che è comunque ben contenuta dal sindaco, che nelle iniziative per la sicurezza va dritto per la sua strada». E forse 6 per questo che gli anarchici, apostrofano Chiamparino, simpaticamente, il "Podesta" . Torino assiste, aplomb sabaudo. Lo spiega bene Pier Luigi Peretti, ex analista finanziario ora taxista: «ATorino se succede qualcosa Si tende ad ignorare. All'apparenza c'e grande cortesia: anche le prostitute e i trans qui la  sciano la mancia. Il discorso è diverso, semmai, per gli spacciatori». Ma quella e un'altra storia...

 

Pillole di miseria dai social network pt2

facendo seguito all'articolo
http://www.informa-azione.info/pillole_di_miseria_dai_social_network
ecco una guida per chi non ha fatto a meno di iscriversi a facebook e ai suoi gruppi, che magicamente possono cambiare nome.

come difendersi:

Proprio per i cambi di nome la contromisura più efficace (oltre a non iscriversi proprio a gruppi sospetti o assolutamente inutili) è quella di attivare le notifiche da parte di Facebook per tali avvenimenti. Per farlo basta seguire pochi semplici passi:

  1. Cliccare sul link Impostazioni in alto alla pagina
  2. Selezionare il tab Notifiche
  3. Spuntare la voce “cambia il nome di un gruppo al quale appartengo